Archivos de la categoría ‘Audio’

Publicado: 04/06/2012 de iancalvo en Audio
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Álbum: Zarathustra. Artista: Museo Rosenbach. País: Italia. Año: 1973

Álbum completo en youtube: http://youtu.be/hqZZwrc-BNM

Zarathustra. Una reseña. (http://es.wikipedia.org/wiki/Museo_Rosenbach) Zarathustra es el único disco que en los hechos grabó este grupo. Se trata de una portentosa suite con influencias de jazz, jazz-rock, rock progresivo, y música sinfónica, con múltiples matices, cambios de ritmo, y asombrosas progresiones musicales, interpretado con maestría y virtuosismo incomparable, haciendo de cada instrumento en los hechos auténticos solistas, a la manera de una suite concertante. Para juzgar este disco hay que considerar el hecho de que se trata en los hechos no de una musicalización de poemas de Nietzsche, sino de una auténtica lectura del Zarathustra nietzscheano, es decir, de una interpretación libre pero rigurosa del texto filosófico, hecha de manera sistemática, acompañada de una música poderosa, llena de melodías autoritativas, que como el texto filosófico, no solicita el permiso del escucha para presentar su mensaje. A eso hay que agregar la poderosa y autoritativa voz de Stefano Galifi, que junto con un acompañamiento instrumental poderosísimo le da al conjunto un sello distintivo único, que ha hecho que el sonido del disco se mantenga actual, incluso habiendo pasado el nuevo milenio.

Elaborado por: Ian Calvo

Publicado: 30/04/2012 de paulina1505 en Audio
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De la serie “Armando sagas”, Radionovela Agua llovediza,Voces: Muñoz Ana María, Martínez Martín, Arredondo Jesús, Ramos Mayte, Martell Lizeth, Guión Gomez Benett Nuria, Realización  Hernández Cruz Rodrigo, Prod. Radio UNAM, México 2011.


http://www.radiounam.unam.mx/site/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=60&Itemid=50

Descripción: Un día llega a Miguel (quien tiene una editorial) un e-mail de parte de Alice Wirlington quien le dice que tiene interés por publicar un papiro de Anaxímenes de Mileto que data del año 500 a.C., dicho papiro escrito en Jónico es original y está autorizado por el museo británico.

La trama se desarrolla alrededor de la lectura del escrito de Anaxímenes, y de la desconfianza de Miguel acerca de la originalidad y destino de dicho papiro.

Elaborado por: Paulina Ramírez

Publicado: 28/04/2012 de magopriani en Audio, Texto
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Artista: Yellowstone and Voice. Canción: Philosopher. Album: Yellowstone and Voice. 1972

Texto
Philosopher

All of the children in the park
Searching the sculpture to find where you are
All of the blind men in the dark follow you
Do you know where you go?
All of the travelers on the road
Put down the burdens to see where you go
All of the mortals with their loss
Follow you anywhere, follow you.
Do you know where you go?
Philosopher
If he should turn his head around
He will see they’re all about
All of these people falling down.
Philosopher
Can you survive the world you teach?
And can we live the world you preach?
All of your people out of reach.
All of the people wanting more,
Needing to follow a philosopher
All of the wealthy and the poor
Follow you anywhere, follow you.
Do you know where you go?
Philosopher
If he should turn his head around
He will see they’re all about
All of these people falling down.
Philosopher
Can you survive the world you teach?
And can we live the world you preach?
All of your people out of reach
Philosopher
If he should turn his head around
He will see they’re all about
All of these people falling down.

Elaboró Ernesto Priani

Publicado: 31/03/2012 de javiervazquezmillan en Audio, Video
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Artista: Efrén Villa Sánchez. Canción: “Rap de los presocáticos”. Álbum: (No encontrado)

Descripcion: En este video se hace un acercamiento a la filosofía presocrática, y se trata de explicar
breve mente algunas de las teorías de filósofos de este periodo.
Elaborado por: Javier Vázque Millán

Publicado: 31/03/2012 de javiervazquezmillan en Audio, Video
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Artista: Efren Villa Sánchez. Canción: “Rap de los Sofistas” Album: (Dato no encontrado)

Descripcion: En la cancion de este video se trata de explicar la sofística como un conjunto de teorías filosóficas que se basan en las investigaciones sobre qué es el hombre, así como del uso de la retórica usada por los sofistas como método de argumentación.
Elaborado por Javier Vázquez Millán

Publicado: 31/03/2012 de javiervazquezmillan en Audio
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Artista: No Teddys Producciones (integrantes: Mars Dubleu, Martin Binetto, Ivan Maschio y Nicolas Sopransi). Video: “Roussea VS Hobbes”. Rosario, Argentina. 2011.

Descripción: Este video parece ser un proyecto escolar de algunos estudiantes de la carrera de producción y realización audiovisual en Argentina, en el video se muestra un enfrentamiento de las teorías políticas de Roussea y Hobbes poniéndolas una frente a otra simulando una pelea de box acompañada de una canción de rap, elementos que muestran ambas teorías.
Elaborado por: Javier Vazquez Millán.

Publicado: 31/03/2012 de javiervazquezmillan en Audio
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Artistas: Triste, Dj Sket. Canción: “La mía filosofía”. Álbum: (no encontrado)

Letra:

“Nietzsche dice che dio è morto:
io gli do ragione, ma lui giusto per questo sta felice;
io provo angoscia ampia, eppure
non lascio che la mia coscienza muoia d’avventure.
Difatti sono l’erede di Schopenhauer
dato che so che il sole è rappresentazione mera
e dei giovani col Blauer ho pena
e terrore, perché li vedo vuoti nella lena.
Se appena sotto gli alberi noto ‘sti labili steli
che sono inconsci segnali di morte come gli asfodeli
cerco
di esporre l’ovvio cerchio lineare
del tutto che inizia a morire proprio all’albeggiare.
Lo scrisse Pirandello, ma prima che lo leggessi
già nel cervello vedevo realtà nei decessi
e fine unico di questa razza grezza
nell’eiaculazione più che in qualche pia salvezza,
a cui più non si crede ma si spera con fervore
-le chiese sono vuote di fede e piene d’orrore-,
il cuore cessa il passo ed al suo ritmo tenue segue
uno stridore martellante di penetrazioni in serie.
Vivo in una tragedia che rallegra questa gioventù mortuaria,
perciò tendo al tepore della bara:
chi crede che il mio dramma sia commedia in corsivo
parla dall’obitorio, ma è clinicamente vivo.
In verità vi scrivo,
che la mia pelle è il foglio che recido
con lame di penne fino all’omicidio che è suicidio,
dato che amo e odio chiunque sia
perché è perielio ed afelio della mia utopia:
Io agogno ad un sorriso umano,
ma man mano che mi sporgo, scorgo solo un ghigno disumano
che vige sui volti contratti di coloro
che colorano la propria palude stigia di oro.
Io so di essere solo in mezzo ai soli,
Soli che senza un raggio
non sanno che a priori c’è solo il disagio,
ma il tremendo
-per me che sto morendo-
è che nessuno intenderà ciò che sto dicendo.
Se la luce del sole è la tua ombra preferita
e non credi nella morte durante la vita
evita ogni metafisica e chiediti perché campare:
inizierà così il tuo lungo funerale.
Quando mi scindo dal mio materasso stanco
il senso del mio passo è ciò che mi domando:
perché uscire dal letto ed attenersi a respirare verso un amo,
se il mio orizzonte è un piano orizzontale?
Carissimi fanciulli,
non pensiate che mi burli
delle vostre intelligenze se mi danno per il Niente;
ragionate sul fatto,
che le mie cripte d’inchiostro, di fatto, non esisterebbero affatto
se non fossero utili a spiegare
che ci spetta una lapide pro capite giacché già siamo bare
e che sotto quest’ottica l’uomo si differenzia
dalla pietra più banale solo perché ha la coscienza.
Eppure credo che dai nostri teschi non si generi
nient’altro che materia come dal fuoco le ceneri:
è inutile, il pensiero non trascende quest’assioma,
l’ontologia è fandonia, siamo azioni e suoni in coma.
Questo è materialismo filosofico,
poco m’importa di chi s’aspettava versi sciocchi,
l’assenza di divinità (e in questa di un senso) non si dimostra senza la disperazione d’occhi;
ascolta Bach il quale scocca solchi sonori
carezzandoti con quell’angoscia che ti farà fuori
e fori in petto,
ma senza false storie d’armi e ghetto,
con la nera coscienza dell’assenza di un progetto
perché so che voi cadaveri in cuor vostro dubitate,
nei dì vi dimenate ammucchiando la morte a rate,
ma è il sospiro del Nulla
che vi culla in fin dei conti, vermi,
che voi filtrate con sorrisi e teleschermi.
L’ipocrisia vi scruta e poi v’abborda,
nel buio di un’alienazione pura che v’assorda
e vi unite in quella orda di miserabili che mi ricorda
che l’unica soluzione è la corda
che insieme alla mia penna mi ha donato quell’affetto
che l’indifferenza umana mi ha concesso in gran difetto,
quindi come Gozzano io mi azzero,
perché nella mia tesi “triste” è sinonimo di “sincero”.
Spero di essere causa di uno sconforto profondo ma fecondo
che altrimenti non sarebbe stato al mondo:
dunque rifletti e studia questo brano,
che Triste resta in camera con vista sull’amaro.”
Descripción: Esta canción cantada en italiano parece hacer referencia a filósofos como Nietzsche o Schopenhauer así como algunas corrientes filosóficas que no solo son de estos filósofos pues podemos encontrar por ejemplo que se habla del materialismo, así como también se hace referencia a la metafísica y a la ontología.
Elaborado por Javier Vázquez Millán